PERCORSO ESPOSITIVO

50 grandi stampe in alta definizione raccontano la carriera di Neil Armstrong e le sue missioni spaziali. Numerose teche con oggetti appartenuti alla missione Apollo 11, documenti storici originali. Monitor multimediali con filmati restaurati. Diorami a grandezza reale.

IL PROGRAMMA X-15

L’inizio della carriera.

L’esibizione ripercorre la vita di Neil Armstrong e allo stesso tempo rappresenta lo sviluppo del programma spaziale degli Stati Uniti degli anni ’60.

Dai voli sperimentali sull’X15 sul deserto del Mojave come pilota collaudatore, alla selezione della Nasa tra i primi astronauti del secondo gruppo, chiamato informalmente “the New Nine” ( “I nuovi nove”),  potrete ammirare come, in pochi anni, non solo Neil, ma l’intero programma fece dei balzi da gigante. Incalzati dalla sfida lanciata dal presidente Kennedy che promise di portare un uomo sulla luna prima della fine del decennio, la Nasa predispose un intenso programma di missioni a via a via sempre più complesse ed articolate che avrebbero condotto l’uomo sulla Luna.

La prima missione. Gemini 8

La missione Gemini 8, lanciata il 16 marzo 1966, doveva essere la più complessa operazione in orbita mai effettuata prima di allora: un rendezvous e aggancio con un velivolo senza equipaggio (AGENA).  27 minuti dopo la manovra di aggancio, i due moduli iniziarono a ruotare vorticosamente, alla velocità di una rotazione al secondo. La situazione era critica, ma Armstrong riuscì a riprendere il controllo della Gemini e ritornare a Terra (interrompendo in anticipo la missione) con il suo compagno Dave Scott.

Apollo 11. Lo sbarco sulla Luna.

Il nome di Neil Armstrong è legato indissolubilmente al primo sbarco sulla Luna, il 20 luglio del 1969. Armstrong, comandante della missione Apollo 11, apre di fatto una nuova pagina della storia. Quel giorno il mondo intero è col fiato sospeso. Il modulo lunare ‘Eagle’ con a bordo il comandante Neil Armstrong e il pilota Edwin Aldrin si separa dal ‘Columbia’ dove resta il pilota Michael Collins, per scendere sulla superficie del nostro satellite.